Immortality/ Immortalità
Sedersi e aspettare
in una stasi
per reinventare se stessi
in un'atemporale panchina delle meraviglie,
verdeggiante,
rigogliosa,
dal fascino evanescente,
come i contorni della nostra psiche
e delle nostre labili emozioni,
a sedimentare ricordi
nell'indifferenza di un'inadeguata macchina del tempo,
lasciando vivida una malinconica immaginazione
confusa e arguta,
inconscia,
che si nutre di ricordi,
senza sapere se ripartire.
Un non vivere,
forse più entusiasmante di questa vita,
in un caleidoscopio di luci, ombre, colori, sfumature,
balenanti tutte d'un fiato
e meditare,
senza saperese ripartire,
cosi lontani da se stessi,
sapendo che non hai mai vissuto più di così,
e per errare vagabondo senza senso,
tuffandoci nell'incertezza,
perdendosi tra dentro e fuori,
tra vivere e morire,
sapendo che forse è lo stesso...
il destino dello spirito.

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